martedì 3 giugno 2014

Qui comincia l'avventura...

E' arrivato il momento in cui, finalmente, molliamo gli ormeggi. Un mese e passa a scalpitare qui in questo marina oramai ci è venuto alla nausea, basta e avanza.

Vista la stagione ancora acerba ci possiamo permettere di fare rotta per visitare le coste a nord est di Marmaris, i venti dal II e III quadrante sono ancora predominanti e ne approfittiamo.


I bello qui è che tutte le baie sono a pochissima distanza, dalle 8 alle 15 miglia, insenature di cui è difficile individuare le entrate che si aprono nell'interno con acque veramente cristalline, non per nulla, parecchie di queste hanno nascosto i pirati che attendevano di piombare su ignare navi dirette ai grandi porti sulla costa.

Abbiamo poco più di un mese, a fine giugno torneremo a Marmaris per fare il controllo finale della tensione del sartiame.

Partiamo già con i corpi sferoidali non saltellanti che vorticano: durante lo stoccaggio invernale, qualche simpaticone si è divertito a fare un taglio su un tubolare del tender con un taglierino.... a poco vale la toppa; comunque perde. I conti li faremo quando torniamo, statene certi, per il momento abbiamo lanciato la maledizione di Alex Drastico.


Primo approdo la baia di Ciflik, ormeggio alla ruota e prime miglia che ci trovano decisamente un pochetto arrugginiti, meno male che abbiamo 10/15 nodi e non 25. Una notte tranquilla, ci sono si charter, ma molto tranquilli e silenziosi per lo più tedeschi. pochi caicchi e pure quelli alle prese con equipaggi privati: i mordi e fuggi giornalieri non sono ancora iniziati.

I ritmi del mare fanno in fretta a tornare, appena fa buio siamo già in cuccetta e all'alba in piedi belli vispi, gli orologi non li usiamo (tranne per il giornale di bordo).


Seguendo quello che è il nostro standard: partire presto, veleggiare e arrivare a destinazione, se le miglia lo permettono, nell'orario in cui chi doveva andarsene è già andato e chi deve arrivare non lo è ancora, ci spostiamo nella bellissima baia di Serge ancorandoci (per la seconda volta nella nostra vita) con cime a terra: operazione che viene svolta quasi da manuale, tranne che vado a nuoto invece di aver preventivamente messo il canotto in acqua...non ho più l'età per queste cose...

Scegliamo il lato lontano da due ristoranti in questa baia dalla forma strana, un acqua mozzafiato e un fondo notevole. Abituati l'anno scorso dove uscivamo sempre sconfitti dai bassi fondali, qui ci sono 5 metri appena fai un passo dalla riva e, guardando sul portolano, la situazione si ripete abbastanza costantemente.

Due giorni nel più completo silenzio, interrotto dal belare di un po' di capre selvatiche e il ragliare di un mulo che verso sera scendono sulla spiaggetta a far due passi. Nessuna luce artificiale, stelle a iosa e naso all'insù.


La baia appena dopo, Buzu Buku, invece, da molto respiro e un forte diroccato fa da guardia all'ingresso di un ampio spazio con tre ristoranti e spazi per mettersi alla ruota. Noi scegliamo la 'botta di vita' ancorandoci al moletto del primo - Alì Babà - che ci avrà come ospiti per due sere servendoci pesce fresco ad un prezzo ragionevole (i 40 ladroni forse hanno il ristorante più avanti): è la prima cena a base di pesce da tempo immemorabile, forse luglio scorso ad Iraklion.


Facciamo conoscenza con Karin e Henrik, svedesi, proprietari di un Ovni nuovo quasi di pacca, ci scambiamo le visite e - finalmente - abbiamo la possibilità di vedere bene questa barca che ci affascina non poco. Loro navigano da tantissimo, prima dell'Ovni avevano una piccola barca con cui si sono sparati zone di mare come Scozia, Danimarca, Norvegia, Regno Unito e Irlanda dove, tra maree, piogge e venti hanno accumulato una bella esperienza per poi scendere fino in Turchia nel loro errare tranquillo. Sono itineranti e, saggiamente, ora che qui viene il supercaldo e il meltemi, se ne tornano un paio di mesetti a casa.

La sera prima di salpare, ordiniamo una pagnotta di pane fatto nel forno del ristorantino.. cosa si vuole di più?


Saltiamo a piè pari il golfo di Yesilova e veleggiamo per una quindicina di miglia fino alla baia di Dirsek nel golfo di Hisaronu: cime a terra e questa volta ci scordiamo il manuale riuscendo un po' fantozzianamente a sistemare i 70 metri a due massi..tra un nodo di giunzione fatto male, un grillo della catena che continua a perdersi in acqua e un paio di nuotate fuori programma, qualche santo in paradiso chiamato in causa e poi.... relax...la prima notte...all'inizio della seconda, il giro di vento previsto, si affaccia all'entrata della baia, accelerando un pochetto.. e i 25/28 nodi ci tengono e tengono svegli gli equipaggi delle altre tre barche in baia, sino a mezzanotte: Santa Rocna fa il suo dovere.

Pensare che aver 75 metri di catena sia normalmente sufficiente è una deduzione errata da queste parti; ne avessimo 120 sarebbe meglio, stiamo valutando di giungere della cima.

La mattina qui ha un che di magico, oltre alle sempre presenti caprette, un profumo di erba, conifere, muschio mi investe appena esco in pozzetto all'alba: sembra di stare in montagna.


La baia di Selimyie, ampia e altrettanto incantevole, ci da la possibilità di rimpinguare la cambusa di frutta e verdura, ci ormeggiamo al micro pontile con solo venti metri di fondo.  E' un paese di agricoltori con una piccola zona turistica. Dalla vecchina che conta sulle mani quanto gli dobbiamo per la spesa comperiamo frutta maturata sugli alberi (avete letto bene... sugli alberi..non nei containers): ci parla in turco e noi rispondiamo in italiano, non ci capiamo assolutamente, ma fa lo stesso: un sorriso e un grazie ci accomiatano da questo personaggio. Degna di nota una pasticceria che ci assicura le colazioni per i prossimi giorni.



Le previsioni danno in arrivo un f7 con raffiche f10... direi che è meglio avvisare Marti Marina, nella baia di Orhaniye, di tenerci il posto per lunedì e intanto diamo fondo praticamente sull'altra sponda del porto in una "location" ancora più alpina. Finito il temporale, appena la brezza viene da terra, anche qui il profumo delle conifere ci investe come un aereosol: spettacolo ancora più apprezzato dopo le brulle isole che lasciammo l'anno scorso.

martedì 25 marzo 2014

Andiamo a Vela


Ci ha fatto molto piacere l'interesse di Barcheyacht per quello che pubblichiamo sul nostro blog e, con altrettanto piacere, condividiamo con loro alcuni nostri racconti.

Su Byblog troverete anche altri nostri amici che, come noi, amano la vela e il mare, si muovono trasportati dal vento e si fermano nella tranquillità delle baie, scoprono luoghi, storie e persone lasciando a casa stress e fretta per ritrovarsi nei ritmi dettati dalle albe e dai tramonti.

Il nostro primo articolo è un riassunto del viaggio dalla Sardegna alla Turchia, i prossimi? Dipende da dove metteremo la prora del Jonathan.


venerdì 14 febbraio 2014

GMDSS - Long Range Certificate: L' Esame



Bene, ho il certificato nr 000083 di operatore GMDSS Long Range Certificate...ma cosa è? Come ci si prepara?

La difficoltà iniziale è stata trovare qualcuno che l'avesse già sostenuto e che mi descrivesse a grandi linee come questo si svolge e quali sono le cose importanti o meno da approfondire durante lo studio, ma è stato impossibile e poi ho capito il perché: ce ne sono solo 83 rilasciati in Italia col sottoscritto al 11 febbraio, comunque andiamo per ordine.

Dopo l'introduzione degli equipaggiamenti di radio-comunicazione a bordo delle navi, la sicurezza in mare era aumentata, però non era ben definito come indirizzare una chiamata di aiuto alle unità di ricerca e soccorso. Il sistema era principalmente basato sull'avvertimento nave-nave tramite frequenze di emergenza assegnate. Molte volte non c'era ricezione o nessuna azione dopo la trasmissione delle chiamate di emergenza. Per risolvere questo problema fu introdotto il GMDSS (Global Maritime Distress and Safety System).

Il GMDSS è una parte importante della convenzione IMO (International Maritime Organization) SOLAS (Safety Of Life At Sea). É un accordo internazionale basato su un set di procedure di sicurezza, tipi di equipaggiamento, e protocolli di comunicazione utilizzati per aumentare la sicurezza e rendere più semplice e veloce il soccorso alle navi in emergenza.



Cosa è un certificato GMDSS? Un certificato che ti permette di operare con le radio marine in modo 'strutturale', cioè che ti insegna a seguire le corrette procedure in caso di comunicazioni di pericolo, di urgenza o solamente per comunicare tra la vostra barca e la terra utilizzando il canale corretto e senza dire castronate come quelle che si ascoltano per radio durante le vacanze..

Oltre ad essere interessante, esso ti 'abilita' a schiacciare quel benedetto 'bottone rosso' ora presente su tutti i nuovi VHF, ma non solo...

Ce ne sono di 4 livelli, due (GOC e ROC)  che sono prettamente professionali, nel senso che ti danno la possibilità di lavorare come operatore radio su navi da 300 tons di stazza lorda e tutte le navi passeggeri, gli altri due - LRC e SRC - invece sono di interesse più consono a noi naviganti.

In soldoni, senza entrare troppo nel merito: il primo, lo Short Range Certificate - SRC - (alla data del mio esame 164 rilasciati in Italia), abilita ed insegna come schiacciare il 'bottone rosso' sul VHF, ed è un corso pieno di informazioni interessanti. Il secondo, Long Range Certificate - LRC -  permette di operare anche con le radio MF/HF SSB e i sistemi satellitari INMARSAT, da non confondere con i telefoni satellitari che non hanno la possibilità di inviare chiamate di soccorso 'automatiche' utilizzando la rete GMDSS.

Dopo tutto questo panegirico di sigle, veniamo al sodo. Per il certificato LRC non esiste un 'libro di testo' e le opzioni sono 2: o pagare un corso (caruccio) oppure prepararsi da privatista come il sottoscritto cercando tutte le info disponibili.


Prima di tutto ho recuperato in rete la domanda da inviare al Ministero delle Comunicazioni a Roma (l'esame si può fare solo li), su questa c'è un numero di telefono e due nominativi di riferimento.
Mi sono attaccato al telefono sicuro che avrei passato giorni nella speranza di una risposta ed invece il Sig. Panatta, cortesissimo e solerte, mi fissa già la data dell'esame e mi invia per mail tutto quello che serve, incluso il programma ministeriale, gli apparecchi che utilizzano e mi conferma che tanti si preparano sul un sito di e-learning gratuito, che già conoscevo.

Devo dire che il sito da solo non basta, almeno, se vuoi essere sicuro di avere una preparazione completa, devi cercare qualcosa da integrare. Io mi sono esercitato parecchio con i quiz di un'altro sito che ne ha moltissimi, ma tutti in inglese. Ho trovato un documento molto interessante di Guido Andriani, il sito del mio amico Gianluigi Conti pieno di informazioni e mi sono sparato anche il GMDSS Handbook 2013 australiano (che include anche l'AIS, non argomento di esame qui)

Arriva il giorno dell'esame, 08:45 in Viale America 201 a Roma siamo in due a sostenerlo. Attendiamo una quindicina di minuti e poi il Sig. Panatta ci porta nel seminterrato dove ci fa accomodare in una stanza scusandosi per il ritardo adducendo il fatto che avevano dovuto sostituire due degli esaminatori perché i soliti non erano disponibili. Spero che questo non sia una brutta notizia....

Prima prova - Teoria


Un esamintarore mi fa scrivere nome e cognome e me ne fa fare lo spelling (Sierra, Tango, Foxtrot ecc) e poi mi spara una bella serie di domande su onde, frequenze (le principali), sistema satellitare, posizionamento satelliti, allocazione canali, classi di trasmissione, procedure delle chiamate di soccorso (che in alcune parti differiscono a secondo dell'aera di mare in cui ci si trova).




Seconda prova - Geografia ?????



Ebbene sì.. non c'era scritto nel programma di esame..ma ben due (uno spero fosse un auditor) esaminatori mi esibiscono delle cartine - NON NAUTICHE - plastificate e mi fanno domande del tipo: Mi dica i porti commerciali principali d'Italia, Dov'è il Mar di Sardegna, gurdando da mare Napoli, a 'DESTRA' che golfo c'è? Mi indichi l'Himalaya, quanti sono i continenti, dov'è il mare di Baffin..... un pò stupito rispondo con alcune evidenti lacune: i porti commerciali italiani non li avevo considerati e neanche mi ricordavo i paesi che compongono la penisola scandinava...in geografia ero abbastanza scarso... comunque mi sarei aspettato una carta nautica visto che difficilmente mi troverò sull'Himalaya a lanciare un Mayday da una nave (a meno che non sia operatore radio a bordo dell'arca di Noè..che poi..chi chiamo?).

Terza prova - Inglese.

Questa era scritta piccolissima a pag 12 del programma di esame ed indicata come 'possibile', comunque nessun problema: The pen is on the table, my name is, how old are you?.....

Quarta prova - Pratica

Antefatto: il programma di e-learning ha dei simultaori e sono utili per avere un pò di manualità, io mi sono comunque scaricato i manuali degli stumenti che loro utilizzano e che sono dei veri gioiellini che brillano in questa sala con cimeli storici in disuso.

L'esamintore è molto collaborativo e conscio che uno quel modello di apparato non lo conosce (vorrei vedere quanti di noi hanno apparecchi Sailor della Thrane&Thrane....).


Mi fa eseguire prima una chiamata di routine ad una altra nave col VHF, un test interno del DSC e poi chiamate e risposte di pericolo in digitale, in fonia e anche con terminale Inmarsat. Importante la corretta 'struttura' della chiamata, la corretta procedura di come agire nelle varie aree di mare. Il tutto condito da una seconda interrogazione a livello tecnico e procedurale anche di quando e come vanno eseguiti i test delle varie attrezzature. Praticamente utilizzo sia VHF, HF/MF e terminale Inmarsat; nessuna domanda sul al NAVTEX (almeno al sottoscritto).
Si passa poi davanti ad una EPIRB ed a un SART, due chiacchere a riguardo su come si attivano, su che banda lavorano, come avviene la localizzazione, ogni quanto va fatto il controllo.

Insomma... non proprio una passeggiata, ma se uno non lo prende sottogamba, non dovrebbe aver problemi. Se si vive a Roma si ha la possibilità di assistere agli esami, contattando sempre il sig.Panatta.

QUI ho caricato dei documenti che possono servire come la domanda di esame, il manuale australiano, gli appunti e i manuali dei loro apparati ecc.

Per qualsiasi domanda...scrivete.

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